LO STILE ODAKA YOGA

COS’È LO YOGA? 

La storia dello yoga è lunga millenni ed è stata fatta da grandi maestri, tramandata da testi sacri e diffusa in ogni parte del mondo. 

Oggi lo yoga è un linguaggio che appassiona e unisce tutti coloro che sono alla ricerca di uno stile di vita sano e di ascolto interiore.

Yoga, in sanscrito, significa “unione” e la pratica può essere un modo per raggiungere l’unione tra il corpo e la mente, donando a uno maggiore tonicità e flessibilità, all’altra lucidità e calma. 

Se lo yoga è così amato e praticato oggi è perché si desidera, ora più che mai, raggiungere un luogo di sicurezza e felicità e di unione e pace.

Lo yoga è la sospensione delle fluttuazioni mentali diceva Patanjali nel suo testo Yoga Sutra.

LO STILE ODAKA YOGA: PERCHÉ È UNO STILE INNOVATIVO? 

Odaka yoga, fondato da Roberto Milletti e Francesca Cassia, rappresenta un’idea innovativa e originale del mondo dello yoga nel rispetto profondo della sua tradizione millenaria.

Trova ispirazione dal moto dell’oceano e delle sue onde: attraverso questo moto continuo e in incessante divenire, il corpo ritrova la sua naturale attitudine al movimento fluido e libero da ogni costrizione fisica, mentale ed emozionale.

È una pratica che si ispira alle onde del mare ma si fonde con il Bushido (la via del guerriero nelle arti marziali) e, con movimenti biomeccanici, va a sciogliere tensioni e contrazioni fisiche, mentali ed emozionali.

Come l’acqua, che non ha forme, ma assume tutte le forme, anche la pratica di Odaka si adatta a noi stessi e durante questa fluiamo e ci allineiamo con il nostro sé, la natura che ci circonda e ci porta in uno stato di massima centratura.

QUALI SONO I PRINCIPALI BENEFICI DELLA PRATICA YOGA?

Molteplici sono i benefici dal miglioramento della flessibilità muscolare, tonicità e rafforzamento dei muscoli, riduzione dello stress, maggiore capacità di concentrazione, maggiore forza di volontà e fiducia in sè stessi, miglioramento della postura, maggiore possibilità di movimento delle articolazioni, benessere psicofisico e smisurata dose di felicità!

BONUS MOBILITÀ – SPOSTAMENTI SOSTENIBILI NELLE CITTÀ

L’emergenza Covid19 ha comportato molti cambiamenti nella nostra vita quotidiana, che hanno letteralmente stravolto il nostro modo di vivere e di relazionarci con gli altri: l’uso della mascherina, lavarsi le mani di continuo, il distanziamento sociale. 

Un aspetto senz’altro positivo è però l’azione di sensibilizzazione alla sostenibilità e all’ambiente promossa dal Decreto Rilancio. Tra tutti spicca l’Art. 229 “Misure per incentivare la mobilità sostenibile”. 

La mobilità urbana, infatti, in seguito al lockdown, ha subìto un forte cambiamento, dovuto alla necessità di ridurre i posti a disposizione sui mezzi pubblici, al fine di garantire il distanziamento sociale. 

Per evitare quindi un incremento degli spostamenti con veicoli privati inquinanti, il suddetto Decreto prevede un incentivo, il cosiddetto Bonus Mobilità, destinato a tutti coloro i quali sceglieranno forme di mobilità sostenibile. 

Ma come funziona il Bonus Mobilità? Vediamolo insieme!

Innanzitutto, può essere richiesto da tutti i maggiorenni, residenti in città e comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti, e consiste in un “buono” pari al 60% della spesa sostenuta e comunque non superiore a 500€. Tale buono può essere utilizzato una sola volta per l’acquisto di:

• biciclette nuove o usate, sia tradizionali che a pedalata assistita;

• handbike nuove o usate;

• veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (monopattini, hoverboard, segway);

• servizi di mobilità condivisa a uso individuale (no auto).

Il Bonus Mobilità è inoltre retroattivo e può essere richiesto per spese avvenute a partire dal 4/05/2020 (1^ giorno della Fase 2). A questo link tutti i dettagli su come richiederlo: https://www.minambiente.it/bonus-mobilita

Come vedete, anche questa è un’opportunità da non perdere: se siete residenti in una grande città e preferite muovervi autonomamente, senza dipendere dai mezzi pubblici, approfittate del Bonus Mobilità e scegliete il vostro mezzo di trasporto sostenibile preferito!

LA DIETA CHE CONSILIA GUSTO E SALUTE: LA DIETA MEDITTERANEA

La dieta mediterranea è un sistema nutrizionale basato sulle abitudini alimentari dei Paesi che si affacciano, per l’appunto, sul Mediterraneo e che condividono tradizionalmente la disponibilità degli stessi alimenti derivati dall’agricoltura, dalla pastorizia e dalla pesca.

Il concetto di dieta mediterranea venne introdotto negli anni ’50 del secolo scorso, dall’americano Ancel Keys, fisiologo che studiò e dimostrò come un’alimentazione basata sulle tradizioni culinarie di questa zona avesse benèfici effetti su salute e longevità delle persone.

Ciò che la rende così unica e preziosa sono le sue caratteristiche, che vanno ben oltre i cibi e piatti proposti e la rendono un vero e proprio stile di vita, tanto da diventare dal 2010, patrimonio culturale immateriale dell’umanità per l’ UNESCO.

Essa è diventata sinonimo di alimentazione equilibrata e bilanciata ed è spesso portata come esempio di regime da adottare per mantenersi in salute e combattere le cosiddette “malattie del benessere”, quali tumori, diabete e patologie cardiovascolari. Tra i principali benefici che la dieta mediterranea è in grado di apportare all’organismo troviamo infatti: un elevato apporto vitaminico, un effetto antiossidante, un aiuto nel contenimento dei livelli glicemici e di colesterolo del sangue e nella prevenzione dell’insorgenza di malattie degenerative, quali il morbo di Alzheimer, Parkinson e SLA.

Ma quali sono gli elementi che la rendono così unica e che ne determinano i tanti decantati benefici?

• largo utilizzo di cereali, pasta, pane, ortaggi di stagione e legumi;

• frequente impiego di pesce, latticini e formaggi;

• frutta fresca come dessert giornaliero, dolci contenenti zuccheri o miele poche volte la settimana;

• consumo razionale di olio d’oliva (condimento da preferirsi in assoluto), frutta, uova e frutta oleosa, carni bianche;

• carni rosse in minime quantità e vino consumato in quantità modesta e moderata, generalmente durante il pasto.

La predilezione per questi elementi ha dato origine alla seguente ripartizione dei macronutrienti: circa 60% carboidrati, 25-30% grassi e 10-15% proteine.

In sostanza, si nota la prevalenza di carboidrati tratti soprattutto da cereali e legumi, dunque a basso indice glicemico, accompagnati da grassi provenienti da fonti amiche della salute (soprattutto olio extravergine d’oliva) e proteine di origine sia vegetale che animale.

Completa ed equilibrata, la dieta mediterranea non esclude nessun alimento, non annoia di certo il palato e porta sulle nostre tavole una variegata e gustosa scelta di alimenti…

…la dimostrazione concreta che si può mangiare sano senza dover rinunciare al piacere della buona cucina!!te “malattie del benessere”, quali tumori, diabete e patologie cardiovascolari. Tra i principali benefici che la dieta mediterranea è in grado di apportare all’organismo troviamo infatti: un elevato apporto vitaminico, un effetto antiossidante, un aiuto nel contenimento dei livelli glicemici e di colesterolo del sangue e nella prevenzione dell’insorgenza di malattie degenerative, quali il morbo di Alzheimer, Parkinson e SLA.

Ma quali sono gli elementi che la rendono così unica e che ne determinano i tanti decantati benefici?

• largo utilizzo di cereali, pasta, pane, ortaggi di stagione e legumi;

• frequente impiego di pesce, latticini e formaggi;

• frutta fresca come dessert giornaliero, dolci contenenti zuccheri o miele poche volte la settimana;

• consumo razionale di olio d’oliva (condimento da preferirsi in assoluto), frutta, uova e frutta oleosa, carni bianche;

• carni rosse in minime quantità e vino consumato in quantità modesta e moderata, generalmente durante il pasto.

La predilezione per questi elementi ha dato origine alla seguente ripartizione dei macronutrienti: circa 60% carboidrati, 25-30% grassi e 10-15% proteine.

In sostanza, si nota la prevalenza di carboidrati tratti soprattutto da cereali e legumi, dunque a basso indice glicemico, accompagnati da grassi provenienti da fonti amiche della salute (soprattutto olio extravergine d’oliva) e proteine di origine sia vegetale che animale.

Completa ed equilibrata, la dieta mediterranea non esclude nessun alimento, non annoia di certo il palato e porta sulle nostre tavole una variegata e gustosa scelta di alimenti…

…la dimostrazione concreta che si può mangiare sano senza dover rinunciare al piacere della buona cucina!!

POMODORI CON IL RISO ALLA “ROMANA”

INGREDIENTI PER 4-6 PERSONE

• 8 pomodori grandi, maturi e sodi

• 8 cucchiai di riso Arborio

• 3 grosse patate a polpa gialla

• 5 grosse cipolle 

• 1 spicchio d’aglio

• 250 gr. Di grana padano

• pan grattato

• finocchietto 

• rosmarino

• 15/20 baccelli di cardamomo

• 10 bacche di ginepro

• basilico

• sale

• pepe nero in grani

• olio extravergine d’oliva

• aceto di mele

PREPARAZIONE DELLA RICETTA

Sbucciare le patate, tagliarle a spicchi, sciacquarle e lasciarle in ammollo nell’acqua fredda. 

Lavare i pomodori e tagliare una calotta, che servirà poi per chiuderli, facendo attenzione a lasciare ogni “coperchio” accanto al suo “contenitore”. Con l’aiuto di un cucchiaino svuotare completamente i pomodori cercando di lasciare intatte le pareti e conservare il contenuto in una terrina.

Grattugiare una delle cipolle con il lato della grattugia per la julienne grossa (questo è un super trucco che vi permetterà di avere una polpa liscia senza le camice della cipolla a filare). Aprire i baccelli di cardamomo e schiacciarli con un batticarne tra due fogli di carta forno. Privare lo spicchio d’aglio dell’anima e pressarlo nello spremiaglio. Grattugiare sempre con il lato per la julienne grossa circa 250 gr. di grana padano (se riusciste a reperire un 60 mesi sarebbe una meraviglia: perché da un sapore strepitoso e non incolla). Tagliare a striscioline sottili le foglie di basilico, appoggiandole una sull’altra, arrotolandole e procedendo più accuratamente possibile per aprirle poi come si fa con le fettuccine fatte in casa. Unire tutti gli ingredienti all’interno della terrina con la polpa dei pomodori, aggiungere il riso, un cucchiaino da caffè di sale, il pepe nero appena macinato, un cucchiaio colmo di concentrato di pomodoro e due cucchiai d’olio.

Con l’aiuto di un pennello in silicone, spennellare l’interno dei pomodori e salare leggermente. Distribuire il composto di riso per coprire poi ogni pomodoro con il proprio coperchio. Adagiare sopra una grossa foglia di basilico, puntarla con uno stuzzicadenti e spennellare tutto con l’olio. 

Scolare le patate, asciugarle e condirle con due cucchiai d’olio, una spolverata di sale, una macinata di pepe, il finocchietto, il rosmarino spiluccato e le bacche di ginepro schiacciate. Mescolare con le mani per distribuire il condimento.

Sbucciare le 4 cipolle e tagliarle orizzontalmente a metà, avendo cura di livellare la parte sotto della metà inferiore. 

Foderare due grosse teglie con la carta forno. Adagiarci i pomodori, alternandoli alle cipolle e riempire gli spazi vuoti con le patate. Versare su ogni cipolla un cucchiaino di aceto di mele, salare, pepare, spolverare con i fiori di finocchietto selvatico essiccati, ricoprire con il pan grattato e condire con un filo d’olio. 

Passare un’ultima macinata di pepe, manciata di sale e sporcatura d’olio generale. Infornare a 180° per un’ora (forno statico e preriscaldato), avendo l’attenzione di invertire le teglie a metà cottura. Qualora fosse necessario, accendere per qualche minuto il grill, per ottonere la doratura desiderata (ovviamente questo passaggio è da fare su ogni teglia, quindi eventualmente invertirle di nuovo).

Servire fumanti, tiepidi o freddi, sono sempre super eccezionali, dipende dalle preferenze! Io ad esempio li apro completamente, tagliando anche il pomodoro e ci sminuzzo la cipolla per mangiare tutto insieme, alternando ogni boccone ad una patata! 

QUALCHE TRUCCHETTO IN PIÙ

Anche se so benissimo che la tentazione sarà forte, non cercare di mettere più riso all’interno dei pomodori. Durante la cottura infatti il riso aumenta molto di volume e se i pomodori sono troppo pieni si spaccano.

Qualora la polpa e il succo dei pomodori fosse un pochino acidula. Aggiustare il gusto con 1 o 2 cucchiaini di zucchero di canna muscovado (se non riusciste a reperirlo, va bene anche lo zucchero raffinato, ma fate qualche ricerca in più, perché il profumo balsamico e caramelloso che emana fa la differenza).

NON MANGERETE MICA A SECCO?!?

Generalmente le preparazioni più ricche e complesse, in cui alle verdure vengono affiancati altri ingredienti come pangrattato, formaggi, uova o insaccati e magari grassi quali burro e olio, chiamano rossi di buona struttura, purché siano giovani e non troppo tannici: Morellino di Scansano, Santa Maddalena, Monica di Sardegna. Le ricette che invece prevedono l’aggiunta di aceto e anche zucchero, come ad esempio la caponata, si sposano meglio a bianchi tenuemente zuccherini, come quelli da vendemmia tardiva (Verdicchio, Soave); ma è da provare anche l’abbinamento con vini ossidativi come la Vernaccia di Oristano. Andate quindi a gusto personale in quanto in questa ricetta sono contemplati tutti gli abbinamenti. Io probabilmente sceglierei a seconda del pasto (pranzo o cena), della temperatura del piatto e della compagnia… Insomma praticamente non saprei scegliere!!! Andate a sentimento! Considerando che anche una birretta non ci starebbe male!

INFO E CURIOSITÀ

Questa ricetta è talmente sentita che ha persino dato il nome ai pomodori che si utilizzano per realizzarla. Infatti i fruttivendoli li chiamano proprio “pomodori da riso” per onorare la tradizione, ma non sono altro che pomodori grossi, rossi e sodi. La varietà che più onora tali caratteristiche è il pomodoro Salomone, caratterizzato appunto dalle grandi dimensioni, pensate che il peso di ogni frutto varia da 300-350 gr. Ottimo anche per le insalate è consistente e talmente resistente alle spaccature che nella coltura la pianta non ha neanche bisogno di sostegni. Il periodo di trapianto va da Aprile a Luglio, ragion per cui la ricetta proposta è tipicamente “estiva”.

Il riso da preferire è l’arborio, dal chicco grosso e compatto, in quanto non scuoce e nonostante l’alto contenuto di amido, non ne rilascia troppo in cottura, poiché il calore penetra prima nella parte esterna, lasciando il nucleo al dente. Per questo viene utilizzato soprattutto per i risotti, ai quali dona una mantecatura eccezionale.

L’utilizzo dei semi di cardamomo è una mia personale licenza poetica, che da si al piatto un tocco di eleganza e ricercatezza, ma è dovuto principalmente alle sue valide proprietà contro i disturbi digestivi e nello specifico l’alitosi (le cipolle sono una prelibatezza, ma a qualcuno lasciano degli strascichi poco simpatici). L’olio essenziale contenuto, favorisce la produzione dei succhi gastrici e coadiuva la digestione, inibendo la formazione di gas che possono appunto dar luogo a fastidiose conseguenze. La sua caratteristica profumazione è un valore/sapore/odore aggiunto: fin dai tempi dei Greci e dei Romani, infatti veniva utilizzato per produrre preziose fragranze. Addirittura in India viene utilizzato come antidoto contro il veleno di serpenti e scorpioni.  

Esistono comunque delle specie di cipolla caratterizzate da una dolcezza estrema, che non lasciano in bocca alcun retrogusto sgradevole, tanto da renderle adatte ad essere addirittura consumate fresche. Sto parlando della cipolla di Nepi che deve tale proprietà alle caratteristiche delle acque circostanti al territorio in cui viene coltivata; è di colore bianco, dalla forma rotondeggiante e schiacciata e  può arrivare a pesare fino a 600-700 gr. Altra cipolla dal sapore tipicamente dolce è la cipolla rossa di Partanna, originaria della città omonima, dall’aroma intenso e delicato e di una carnosità unica; può arrivare a pesare oltre il kg.