IL COMMERCIO INTERNAZIONALE TRA PANDEMIA, RIPRESA E CANALE DI SUEZ

L’export è una chiave per capire lo stato di salute delle imprese e pertanto di ciascun Stato. Lo scenario internazionale in periodo COVID-19 è caratterizzato da nuovi segnali di protezionismo posti in essere dai almeno 80 paesi nel mondo, al fine di tutelare le imprese, prodotti, servizi nazionali e per contro sfavorire le importazioni con l’introduzione di restrizioni commerciali varie. Il Commissario UE al Commercio – l’irlandese Phil Hogan – rimane convinto come il commercio internazionale debba essere un pilastro della prossima ripresa economica, con una adeguata protezione delle imprese europee più delicate da eventuali svendite e pretendere parità di accesso al mercato, con la riduzione o eliminazione di tariffe e incoraggiando la riduzione di qualsiasi barriera la commercio. I temi dello sviluppo del settore digitale e della attenzione alla sostenibilità ambientale rimangono sempre di attualità e da incoraggiare.

Sono le previsioni, su dati Oxford Economics, la ripresa delle esportazioni, per le imprese italiane, potrà partire nel quarto trimestre di quest’anno. Non per tutti i settori e verso qualsiasi stato: 

  • si segnalano i settori agroalimentare, farmaceutico e delle apparecchiature medicale tra quelli con alto tasso di successo;
  • così come si segnalano i settori del turismo, logistica trasporto e automotive tra quelli più colpiti e con ripresa lenta;
  • mentre ripartiranno gradualmente e con il fattore “fiducia” consolidato, anche i settori dell’alta moda, gioielleria, design e arredi;
  • i Paesi come la Cina, il Vietnam o le Filippine, così come la Germania saranno tra le prime mete dell’Export italiano;
  • nonché, fuori dall’UE, avranno ottime prospettive di sbocco per l’Export Italiano: gli Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita (malgrado i minori incassi dal petrolio), il Perù, la Colombia e il Cile (paesi dell’America latina ove l’Italia realizza molte infrastrutture).

La pandemia ha evidenziato la criticità legata al blocco delle filiere nelle forniture di beni a livello internazionale con conseguenti ritardi nell’approvvigionamento di merci e necessità per tutti i paesi di ripensare alle produzioni nazionali interne di tutti i componenti di un bene, con possibili maggiori costi iniziali a anche possibili positivi effetti sul comparto innovazione, stimolo a nuova occupazione e attrazione di giovani talenti.

Le normative europee – tra cui il Recovery Fund – puntano ad una condivisione delle nuove politiche economiche volte al superamento della pandemia.

Così come per l’Italia,  il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza  (PNRR) appare lo strumento per cogliere la grande occasione del Next Generation EU e rendere l’Italia un Paese più equo, verde e inclusivo, con un’economia più competitiva, dinamica e innovativa. Un insieme di azioni e interventi disegnati per superare l’impatto economico e sociale della pandemia e costruire un’Italia nuova, intervenendo sui suoi nodi strutturali e dotandola degli strumenti necessari per affrontare le sfide ambientali, tecnologiche e sociali del nostro tempo e del futuro. Questi i focus, in preparazione la strategia complessiva che mobiliterà oltre 300 miliardi di euro: una occasione cruciale e decisiva per il nostro futuro. Un ambizioso pacchetto di investimenti e riforme in grado di liberare il potenziale di crescita della nostra economia, generare una forte ripresa dell’occupazione, migliorare la qualità del lavoro e dei servizi ai cittadini e la coesione territoriale e favorire la transizione ecologica.

23 marzo 2021: la Ever Given, una nave portacontainer di 400 metri di lunghezza e una capacità di 20mila container (proveniente dalla Cina con destinazione Rotterdam e registrata a Panama, gestita da una società tedesca, controllata dalla società taiwanese Evergreen, con equipaggio indiano) si incaglia nel Canale di Suez, bloccando una delle rotte marittime più trafficate al mondo. Un incidente, un evento di “forza maggiore”, una tempesta perfetta che evidenzia l’estrema fragilità del commercio internazionale e vulnerabilità dei trasporti marittimi e in particolare di infrastrutture strategiche come il Canale di Suez.  Secondo notizie di stampa sembra che la Ever Given sia stata investita da un’improvvisa tempesta di sabbia – con conseguenze sulla ridotta visibilità della rotta e manovrabilità della nave – così ostruendo completamente il passaggio da un lato all’altro del canale e creando un ingorgo che rischia di congestionare i porti di mezza Europa.

Un blocco che interessa anche l’Italia, che nel Canale di Suez vede transitare ogni anno circa il 40% di tutto il suo import-export marittimo. Inoltre, in conseguenza dell’incidente e dei possibili disagi nell’approvvigionamento di petrolio – da Suez transita il 7% del commercio mondiale di greggio e il 12% del commercio globale

La catena delle supply chains, già messa a dura prova durante la pandemia e attualmente con la distribuzione dei vaccini, mostra nuovamente la sua vulnerabilità con necessarie riflessioni:

  • sull’incidenza nelle catene di approvvigionamento dei c.d. ‘colli di bottiglia’ (o Checkpoints), percorsi stretti o canali artificiali strategici per le rotte commerciali internazionali tanto di materiali quanto di energie;
  • sui pericoli esistenti da blocchi come questi: navi ferme nei porti e nelle acque internazionali possono essere oggetto di atti di crimini marittimi (es. sequestro di equipaggi), pirateria, attacchi terroristici, incidenti navali;
  • sul tema dei risarcimenti dei danni a carico dei responsabili del blocco e sugli interventi delle varie compagnie assicurative (dai pagamenti delle operazioni di salvataggio ai risarcimenti per i danni provocati dal blocco delle altri navi, delle merci, dal blocco e ostruzione del canale, ecc.);
  • sulla praticabilità di nuove rotte, anche di più lunga percorrenza con conseguenti maggiori costi di trasporto (dai 250 ai 500mila euro in più per viaggio) e dilungamento dei tempi di consegna (almeno dai 12 ai 20 gg in più);
  • sulla configurazioni di nuovi equilibri sullo scacchiere geopolitico, basti pensare a come intere regioni del mondo (Europa compresa) si sono ritrovate senza prodotti di cui, fino al giorno prima, neanche sapevano di avere bisogno: mascherine e dispositivi sanitari, provenienti per almeno inizialmente da Oriente;
  • sulla programmazione delle economie, visto come l’andamento non lineare dell’epidemia ha portato a provvedimenti di lockdown sfalsati tanto a livello mondiale che statale;
  • sul ripensamento verso catene di supply chain più corte e sostenibili a livello interno;
  • sul trend del “gigantismo” delle navi, le maxinavi hanno capacità di trasporto di molta più merce in un solo viaggio e con costi di inquinamento minori per il pianeta (secondo quanto indicato dal International Maritime Organization quanto a efficienza per carico trasportato), ma in caso di incidente portano con sé ripercussioni dannose a cascata per l’intero sistema (basti pensare come vi sono oltre 320 navi bloccate, di cui 30 petroliere, ancorate nelle acque ai due estremi e lungo lo stretto di Suez e come ad oggi si stimano danni di oltre 170milioni di euro richiesti all’armatore della Ever Given da parte delle compagnie marittime le cui unità non hanno potuto imboccare il canale e dai proprietari dei loro carichi).

Commercio internazionale e  globalizzazione in un epoca sempre più digitale mostrano la loro fragilità e vulnerabilità di fronte alla realtà di accadimenti inaspettati ma dirompenti. Occorre una nuova visione dell’ecosistema economico per garantire un futuro più equilibrato al nostro pianeta.

GNOCCHI ALLA SORRENTINA: FAST AND GLUTTONOUS!

Con questa ricetta riuscirete a togliervi lo sfizio di mangiare gli gnocchi in qualsiasi momento! Sono davvero facili e veloci da preparare e super gustosi! Valore aggiunto è la leggerezza, in quanto non è previsto l’utilizzo di farine e uova: condimento variando apprezzeranno la preparazione anche i vegani più incalliti!

Ingredienti (per 2 persone che amano mangiare)!!!

  • 800 gr. di patate (rosse dalla polpa soda e compatta, oppure bianche con una bassa percentuale d’acqua e quindi molto farinose). Non lasciatevi sconvolgere dalla quantità: la ricetta non prevede aggiunta di farina o uova, quindi le dosi sono equilibrate.
  • 80 gr. di fecola di patate.
  • Q.B. di noce moscata da grattugiare al momento (ha un sapore totalmente diverso e vale davvero la pena tenere quest’accortezza).
  • 500 gr. di pomodori pelati (san marzano o datterino se preferite un gusto più dolciastro, nel primo caso aggiungere un pizzico di zucchero mascobado per aggiustare eventuale acidità).
  • 30 ml. di olio extravergine d’oliva per la salsa, più i vari fili da composizione!
  • 4 spicchi d’aglio (da togliere a salsa pronta).
  • 250 gr. di mozzarella “fiordilatte”.
  • 150 gr. di Parmigiano Reggiano da grattugiare al momento. (Quello 36 mesi è il mio preferito! Vi stancherete di leggere che sono viziata su ogni mia ricetta, ma è così ahimè; e spero riusciate a sopportarmi o quantomeno a perdonarmi quando assaggerete il piatto dopo averlo preparato).
  • 15/20 foglie di basilico fresco e profumatissimo!

Primo step tassativo è tagliare a cubetti il fiordilatte e metterlo a scolare in un colino con un peso sopra, di modo da far fuoriuscire più liquido possibile.

Per fare gli gnocchi:

  • Pelare le patate, tagliarle a quadrettoni e metterle in ammollo in acqua fredda corrente.
  • Quando l’acqua risulterà limpida, asciugarle con un canovaccio e poi cuocerle al vapore (io faccio questo passaggio in microonde a 900 watt per quindici minuti).
  • Schiacciare le patate su un piano di lavoro.
  • Aggiungere la fecola, un pizzico di noce moscata (grattata al momento!!!) e il sale.
  • Amalgamare velocemente: ci vorranno due minuti scarsi non di più!!! (La fecola rende il composto elastico e plastico: lo so è una cosa più che meravigliosa!!!)
  • Formare gli gnocchi: fare prima il “vermone”, poi tagliare i tocchi e rigarli.

Per il condimento:

  • In una casseruola antiaderente mettere l’olio e soffriggere l’aglio precedentemente privato dell’anima, a fuoco dolce: non deve bruciare!
  • Una volta dorato, aggiungere i pelati e regolare la fiamma più vivace.
  • Salare e far restringere schiacciando con i rebbi della forchetta i pomodori (io personalmente adoro i pezzettoni che restano). La salsa deve risultare davvero super densa, poiché gli gnocchi di questo tipo sono molto leggeri e non hanno bisogno di troppo liquido, altrimenti in forno continuerebbero a cuocersi e si ammorbidirebbero troppo.
  • Trascorsi indicativamente 15/20 minuti, spegnere il fuoco e aggiungere le foglie di basilico (io ne metto tante e rigorosamente a striscioline sottili che ottengo tagliandole dopo aver avvolto una foglia sull’altra).
  • I puristi inorridiranno, ma a gusto si può azzardare una rivisitazione aggiungendo una grattata di pepe nero oppure sbriciolando del peperoncino secco, subito dopo aver messo i pelati in casseruola.
  • N.B. Questo genere di gnocchi non si può congelare: un difetto dovevano pur averlo…

Per comporre il piatto e fare il gratìn:

  • Cuocere gli gnocchi: stenterete a crederlo, ma vi assicuro che ci vorrà pochissimo! Non farete in tempo a buttarli nell’acqua bollente salata, che già verranno a galla! È davvero così e saranno cotti (neanche 30 secondi)!
  • Scolarli direttamente nella casseruola del sugo, avendo cura di non versare troppa acqua di cottura: ripeto che in forno lo gnocco non deve assolutamente assorbire troppo liquido!!!
  • Aggiungere il parmigiano, 1/3 della mozzarella e amalgamare.
  • Spolverare la pirofila in vetro con del parmigiano grattugiato e aggiungere un filo d’olio.
  • Iniziare a disporre il primo strato di gnocchi.
  • Aggiungere il secondo terzo di tocchetti di mozzarella, poi di nuovo parmigiano grattugiato.
  • Passare poi al secondo strato di gnocchi e ultimare con la mozzarella e parmigiano a valanga!
  • Passare all’immancabile filo d’olio.
  • Infornare per 10’ a 250° con la funzione grill nel forno elettrico.

È più facile e veloce a farsi che a scriverlo/leggerlo!

Consiglio spassionato: contemplare un’altra portata nel menù! È un piatto paradossalmente davvero super leggero che sazierà più la mente che il corpo!

È primavera!

“È primavera, svegliatevi bambine…”

Cantava Alberto Rabagliati nei primi anni 40 del secolo scorso.

“I giardini di marzo si vestono di nuovi colori e le giovani donne in quel mese vivono nuovi amori…”

Cantava Lucio Battisti agli inizi degli Settata.

Ma purtroppo in primavera a fiorire non sono solo gli amori e i fiori ma anche quei fastidiosi pollini che creano allergia a circa il 15-20% della popolazione italiana.

Di seguito alcuni rimedi naturali che ci aiuteranno a vivere questa stagione con la spensieratezza che merita e che ci eviteranno quella sonnolenza causata dagli antistaminici creati nei laboratori farmaceutici.

Ribes nigrum

Antistimico naturale da assumere prima dell’arrivo della bella stagione. In fase preventiva si consigliano 50 gocce al mattino diluite in un po’ di acqua. Si può però prenderne anche altre 50 gocce nel primo pomeriggio.

Vitamina C

È un antistaminico naturale, fondamentale per il funzionamento del sistema immunitario. Sì quindi a tutti i cibi ricchi di questa vitamina: kiwi, agrumi, peperoni, spinaci, pomodori, ecc. Fate attenzione al fatto che la vitamina C è termolabile, si consiglia quindi di mangiare frutta e verdura crude. Per quanto riguarda le spremute, invece, devono essere fatte e bevute al momento.

Tè verde

Benefico sotto tanti punti di vista, contribuisce a ridurre il rilascio di istamina, sostanza responsabile delle allergie. Le potenzialità del tè verde in questo senso sono dovute alla presenza nelle sue foglie di due antiossidanti (catechina e quercitina).

Attenzione alle allergie crociate

Spesso si riscontrano allergie crociate tra alimenti e pollini. Ad esempio chi è allergico alle betullacee può avere problemi nel consumare mela, pera, pesche e albicocche mentre i pomodori possono aggravare le reazioni di chi è allergico alle graminacee.

I cibi sconsigliati sono differenti a seconda delle allergie.

Reishi

Un rimedio naturale utile è il fungo Reishi venduto sotto forma di integratore. I principi attivi in esso contenuti modulano la risposta immunitaria e abbassano l’infiammazione dovuta alle allergie in corso. La dose generalmente consigliata è di una o due capsule al giorno

Perilla

È una pianta utilizzata nei disturbi legati alle allergie primaverili grazie al suo potere antiinfiammatorio. È in grado di agire come un antistaminico naturale contribuendo dunque a ridurre tutti i sintomi associati alle allergie. Il modo più semplice di assumerla è sotto forma di olio di Perilla racchiuso in capsule che si trovano facilmente in erboristeria e farmacia.

Manganese

È l’oligoelemento più indicato per le manifestazioni allergiche, sia a livello respiratorio sia a livello cutaneo. La dose è generalmente di 2 fiale alla settimana. Le fiale vanno prese lontano dai pasti e non bisogna assumere liquidi o pasti nei successivi 10/15 minuti.

Proteggersi

È importante rivolgersi ad uno specialista, fare le dovute analisi e capire qual è esattamente il gruppo di piante a cui si è allergici. Questo è fondamentale per difendersi al meglio: conoscendo il periodo di fioritura dei vari pollini (che varia da località a località), allontanandosi dai luoghi che sono ricchi di quelle piante, ecc. Ricordate poi che le maggiori concentrazioni di polline si registrano nelle giornate con molto vento, sole e dal clima secco.

Buone regole in casa e in macchina

In casa cerchiamo di tenere chiuse le finestre indicativamente dalle 10 alle 16, facendo cambiare aria alle stanze o di prima mattina o di sera; non stendere i panni all’aperto nel periodo dei pollini in quanto alcuni si potrebbero intrufolare nei vestiti e scatenare reazioni allergiche una volta indossati. Puliamo spesso la casa per tenerla priva di agenti allergeni. Anche in macchina vanno tenuti chiusi i finestrini ed è di particolare importanza la pulizia o la sostituzione del filtro antipolline della propria auto.

DETTO TRA NOI… NOBILE MA NON BLU

È come il prezzemolo.  

Sta bene dappertutto ma, in alcuni casi, è necessario se non indispensabile. Sto parlando del sangue, uno dei tanti componenti del nostro organismo: l’unico però che non può essere riprodotto artificialmente. È la rappresentazione più naturale e più intima della salute. Perdere sangue, infatti, nella concezione comune, significa perdere la vita. Come, d’altronde, il ricevere sangue, per sillogismo naturale, significa ricevere la vita. È la rappresentazione logica di tanti modi di essere, di costruiti luoghi comuni, di genuini detti popolari: buon vino fa buon sangue; non farti il sangue amaro; onta lavata col sangue; buon sangue non mente; fratelli di sangue; a sangue freddo o caldo; stare in sangue; lacrime di sangue, e così via.

Non sempre però il perdere sangue ha significato perdere la vita. Negli anni andati, la sua parziale dissolvenza era ritenuta infatti una panacea. Allora si chiamava semplicemente “salasso”, termine ugualmente abbinato a raffigurazioni di quotidianità.  Fino al 1400, veniva usato addirittura a scopo terapeutico; poi si scoprì che il sangue circolava comunque autonomamente dentro di noi. Lo strumento che i chirurghi usavano per salassare gli avventori, era chiamato lancetta. Erano talmente tante le richieste che dovettero ricorrere anche all’ausilio delle sanguisughe e dei barbieri: barba, capelli e…salasso!

Come appunto il prezzemolo, provarono ad utilizzarlo in svariate “salse”. Gli anni in cui si azzardava ad effettuare trasfusioni di sangue da animale a uomo, col risultato di febbri altissime, disturbi mentali e decessi. Tentarono allora da uomo a uomo, ma ancora non si conosceva la incompatibilità dei gruppi e del fattore Rh. La prima trasfusione fu compiuta nel 1492, quando tre giovani del popolo, “spintaneamente”, donarono la rossa linfa a Papa Innocenzo VIII, in pericolo di vita. Fu un disastro, visto che poi la vita la persero tutti i protagonisti, compreso il Santo Padre.

Si avventurarono allora con le sostanze liquide, iniettate grazie ad un rudimentale strumento utile allo scopo, che si chiamava schizzetto, fino a quando un sommesso professore di matematica, docente all’Università di Pisa, Giovanni Alfonso Borrelli, a metà del Seicento, non inventò la siringa. Ci vollero però ancora tre secoli per scoprire i gruppi sanguigni e quell’imprevedibile fattore Rh, sconosciuto antigene, che scorazzava baldanzoso sulla superficie dei globuli rossi della scimmia Rhesus Macacus. E tutto cambiò improvvisamente, rendendo quel prezzemolo di vita utilizzabile per ogni ricetta legata alla salute. Immaginate i vari usi del sangue e dei suoi derivati, che non sono legati solo alle comuni donazioni.

Penso al sangue del cordone ombelicale delle partorienti, utile per produrre cellule staminali; al gel piastrinico adoperato per l’autoriparazione dei tessuti e per sconfiggere le infiammazioni muscolari; al plasma, utilizzato anche per la fabbricazione di medicinali e, in questo pandemico momento, per produrre anticorpi monoclonali per sconfiggere il Covid 19.

Inconfutabile quindi l’interdipendenza fra sangue e salute, sangue e benessere, sangue e vita. E poco importa se nel Settecento i nobili d’allora lo utilizzavano per esaltare l’appartenenza sociale e l’invidiato rango, colorandosi le vene delle mani con un cosmetico blu. Fortunatamente il sangue, pur restando rosso, non ha colore né appartenenza e, detto fra noi, solo il gesto di chi lo dona per aiutare gli altri, può essere considerato nobile.                                           

Cura dei capelli: la potion magique

“Che capelli lunghi che hai!!!” Me lo sento dire (con estremo orgoglio e anche pavoneggiandomi un pochino) spesso e anche molto volentieri… Puntualmente il mio ringraziamento, oltre a regalare un sorriso a 2020 denti (cerchiamo di sdrammatizzare quest’annata nefanda ormai trascorsa), è condividere il mio segreto… Che poi così segreto non è, un po’ perché l’ho urlato praticamente anche ai sassi e poi perché online si può facilmente (se lo si vuole) trovare un riferimento. Più o meno la mia risposta tipo (pronunciata quasi in falsetto) è la seguente: “Ma grazieee!!! Li venero ed è uno dei complimenti che più adoro ricevere!!! Tutto merito della mia pozione magica!!!” E poi straripo, come un fiume in piena, nel racconto specifico di cosa si tratti… Nel lontano ottobre 2013 presi il coraggio di tagliarmi la frangia: ero entusiasta! Mi piacevo da impazzire, finché lo spettro della Spring/Summer Edition 2014 non ha iniziato ad aleggiare sulle temperature romane e, neanche fosse ieri, ricordo come la frangia che tanto amavo mi si fosse appiccicata sulla fronte, durante il tragitto dal supermercato all’auto, in una delle mie adorate sessioni di shopping alimentare (sono stata capace di perdermi 5 ore in un Sainsbury’s qualche anno fa, ca va sans dire)… Salita in macchina e asciugata la pratica con l’aria condizionata a -18, sono corsa a casa, ho sistemato le leccornie e mi sono messa alla ricerca di un qualsiasi integratore o biscotto incantato che avesse potuto far crescere i miei capelli in 2 giorni, così da non dovere andare in giro con la fontanella in testa, come quando avevo 2 anni, per evitare di sudare… Dopo qualche oretta di rimedi della nonna, bombe chimiche da milioni di dollari e consigli su come valorizzare un viso con il taglio “a boccia”, inciampo nel profilo facebook di una pagina francese: “La Potion Magique D’Elisa”, che tra l’altro oggi non credo esista più… La pozione si prepara in maniera molto semplice, utilizzando solamente tre ingredienti:

  • Acqua;
  • Miele;
  • Aceto di mele.

Analizziamo di seguito le caratteristiche e le proprietà benefiche dei due ingredienti che mixati sono principalmente responsabili della crescita più rapida dei capelli.

L’aceto di mele è un coadiuvante nel dimagrimento e aiuta a bruciare i grassi accelerando il metabolismo. Contiene enzimi, amminoacidi, minerali, vitamine e acidi di frutta indispensabili nella prevenzione dell’invecchiamento. Il suo grado di acidità è inferiore al 5% perciò è molto digeribile e grazie alle sue proprietà curative è da preferire a tutti gli altri tipi di aceto. Contiene potassio, fondamentale per il funzionamento dei muscoli e del cuore e molta pectina che protegge le cellule e i vasi sanguigni e abbassa il livello del colesterolo. L’alto contenuto di calcio, rafforza le difese immunitarie, regola il valore del pH nel sangue e stimola gli organi escretori. La vitamina C e il beta-carotene legano i radicali liberi che indeboliscono il sistema immunitario. Usato internamente elimina le tossine, mentre esternamente può essere utilizzato per fare impacchi in caso di contusioni o gonfiori.

Il miele è composto da acqua, zuccheri, acidi, proteine, sali minerali (quali ferro, calcio e fosforo), vitamine, fosfati, pigmenti derivati dalla clorofilla e sostanze ed aromi dei fiori a seconda della tipologia. Nella composizione la fanno da padroni gli zuccheri, come il maltosio, il glucosio e il fruttosio (quest’ultimo lo rende un prodotto 100% naturale). È un potente antinfiammatorio per la gola e ha potenti effetti sedativi per l’insonnia. Disintossica il fegato, favorisce la circolazione sanguigna, disinfetta le vie urinarie e agisce anche sulla calcificazione ossea.

Ma la super pozione per i capelli? Ve ne parlo immediatamente ed è semplicissima da preparare: in una tazza di acqua tiepida si sciolgono due cucchiaini di miele (di qualsiasi tipo) e un cucchiaio di aceto (tassativamente) di mele (io ne utilizzo un tipo bio che fa barrique, sono la solita viziata che ormai dovreste aver imparato a conoscere)… Si mescola tutto e si beve! Di solito qui tutti si stupiscono poiché credono si debba mettere il miscuglio in testa, ma questa potrebbe essere un’altra storia o magari un altro articolo, chissà… Va assunta più o meno al solito orario, per 3 mesi consecutivi, con un’interruzione di almeno altri 3 prima di riprenderla, altrimenti il corpo si assuefà e non sortisce gli effetti desiderati. Stiamo parlando di circa 1 cm di crescita a settimana (PLURITESTATO DALLA SOTTOSCRITTA: PROVARE PER CREDERE)!!!

Dulcis in fundo “CIAMBELLONE UMIDO”…

(al cacao, cocco, ananas e bacche di goji)!!!

Eccoci di nuovo con un’altra ricetta: stavolta e finalmente super dolcissima, ma come avrete modo di vedere sana e light per la scelta degli ingredienti, che come sempre la fanno da padroni! La qualità qui è di casa!
Nello specifico poi è una ricetta sia gluten free che dairy free: niente glutine e neanche lattosio! Sfornerete paradossalmente il ciambellone più umido che avrete mai assaggiato e ogni volta sarete in grado di vivere un’esperienza diversa, semplicemente cambiando la frutta sia fresca che essiccata che andrete ad utilizzare. Comune denominatore sarà sempre il cacao, che si sa è fonte di felicità!

INGREDIENTI

• 3 uova;
• 200 gr. di zucchero di cocco;
• 100 gr. di olio di cocco;
• 400 gr. di acqua;
• 50 gr. di cacao amaro;
• 200 gr. di farina di cocco (NO COCCO RAPÈ!!!);
• 20 gr. di bicarbonato;
• 30 gr. di bacche di goji;
• 1/4 di ananas a cubetti (togliete base e ciuffo, tagliate in due per il verticale e fate due spicchi con una delle metà ottenute. Ne riducete uno a dadini
piccoli, compreso il centro).

PROCEDIMENTO

  • Tagliare 1/4 di ananas a dadini.
  • Sbattere le uova intere con le fruste elettriche.
  • Aggiungere lo zucchero di cocco e incorporare.
  • Poi a seguire l’olio di cocco, l’acqua, il cacao amaro, la farina di cocco (MI RACCOMANDO FARINA E NON COCCO RAPÈ) ed infine il bicarbonato, mescolando un ingrediente alla volta.
  • Unire al composto le bacche di goji e i dadini di ananas.
  • Versare in uno stampo di silicone e livellare.
  • Cuocere in forno statico preriscaldato a 170° per 1 ora.
    “N.B. NO DRAMA: quando aggiungerete la
    farina di cocco vi assaliranno i dubbi peggiori, perché l’impasto diventerà sabiosissimo… È NORMALE!”
  • Controllare la torta con uno stecchino, se è ancora troppo umida, abbassare la temperatura del forno a 100° e cuocere per altri 15/20 minuti, finché lo stecchino non risulterà asciutto. “P.S. Non riuscirete a togliere il dolce dallo stampo prima che si freddi e nemmeno una volta che lo farà!!! Lasciatelo lì e gustatevi il ciambellone più umido e cioccolatoso che mangerete mai!!!”

VARIAZIONI

La fantasia è un altro degli ingredienti fondamentali in qualsivoglia ricetta e in questa vi permetterà davvero di spaziare da un continente all’altro, con
un solo morso! Di seguito alcuni dei miei personali abbinamenti (tutti sperimentati ovviamente), ma siate audaci e sperimentate!

  • Uva passa, mele e un pizzico di cannella;
  • Fichi secchi e pere;
  • Albicocche secche e caco mela;
  • Mirtilli rossi essiccati e mango;
  • Mirtilli essiccati e papaya;
    Ovviamente le dosi corrispondono a 30/50 gr. per la frutta essiccata (la grammatura dipende dal grado di essiccazione); mentre per quella fresca, vi regolate a seconda del frutto scelto, tenendo in considerazione che nel caso delle mele, ne andrete ad utilizzare due.

CURIOSITÀ – LO ZUCCHERO DI COCCO

Cos’è lo zucchero di cocco? Lo zucchero di fiori cocco, conosciuto anche come zucchero di palma da cocco, è un dolcificante naturale che si ricava dalla linfa o nettare dei fiori della palma da cocco. Utilizzato spesso in
sostituzione dello zucchero semolato, ha un indice glicemico (GI) piuttosto basso, pari a 35.

Si presta ad essere utilizzato per tutte le preparazioni che prevedono l’uso dello zucchero tradizionale nelle stesse proporzioni, in quanto ha un potere
dolcificante molto simile, ma rispetto ad esso ha un gusto più intenso e fruttato, con un retrosapore che ricorda il caramello. Non va confuso con lo zucchero di palma, che si ottiene da tutt’altra pianta.

Proprietà dello zucchero di cocco. Non essendo un prodotto raffinato, lo zucchero di fiori di cocco è un dolcificante integrale dal colore marrone che mantiene intatte quasi tutte le proprietà nutritive: contiene discrete quantità di vitamine del gruppo B, potassio, magnesio, fosforo, calcio, zinco, ferro e anche enzimi che consentono un lento assorbimento degli zuccheri nel sangue. Questo zucchero ricavato dai fiori non è tuttavia
un prodotto che faccia dimagrire o dalle virtù miracolose: si ricorda, infatti, che 100 g apportano circa 380 kcal.

SANIFICAZIONE h.24 degli ambienti

Da oggi è possibile, anche in presenza di persone!

Nel corso del 2020 più che mai, ci siamo fatti una cultura sulla sanificazione (delle mani, delle superfici, degli ambienti in generale).

Molte le soluzioni proposte e testate: dalla disinfezione con prodotti chimici a base alcolica, alla pulizia a vapore, per arrivare alla sanificazione a ozono, riconosciuto dal ministero della Sanità italiano come presidio naturale per la sterilizzazione degli ambienti contaminati da batteri, virus, spore, ecc. (protocollo n° 24482 del 31/07/1996).

Quest’ultima alternativa è stata la più apprezzata, proprio per il suo elevato potere sanificante, ma anche la più discussa, in quanto potenzialmente nociva per le persone, qualora si trovassero all’interno della stanza mentre il macchinario è in funzione.

Proprio per questo motivo in molti si sono rivolti ad aziende specializzate in tale attività, ricorrendo a programmi di sanificazione periodici, spesso onerosi, piuttosto che acquistare un sanificatore a ozono e utilizzarlo autonomamente.

Allora ci siamo chiesti: “Esiste una tipologia di sanificazione sicura e certificata, che agisca in maniera efficace, senza però essere rischiosa per l’organismo? Un macchinario semplice da utilizzare, ma allo stesso tempo sicuro?”

Dopo una lunga ricerca, abbiamo trovato risposta positiva alla nostra domanda: si tratta dell’innovativo sanificatore d’aria Stand Alone, a uso fisso e trasportabile SANIXCARE: uno strumento in grado di disattivare gli agenti patogeni aero dispersi presenti negli ambienti interni, coprendo volumi di piccola e media grandezza.

È dotato di due diverse tecnologie integrate in un unico case compatto e maneggevole: un sistema a filtri professionale e Lampade UVC a 254nm ad effetto battericida.

La radiazione UV-C viene utilizzata per inattivare batteri, virus (es. SARS- CoV-2) e funghi ed è in grado di migliorare la salubrità dell’aria, rappresentando un potente sistema di disinfezione microbica.

Le lampade a raggi ultravioletti da 35W vengono impiegate per disinfettare efficacemente l’aria all’interno dei vari ambienti, fino a 150 mq e sono un sistema indicato per tutte le tipologie di immobili: abitazioni, scuole, ristoranti, negozi, uffici, strutture sanitarie, farmacie, hotel.

Vediamo ora i principali punti di forza di questo fantastico strumento:

  • Inattiva microrganismi, inclusi funghi, spore, batteri e virus.
  • Non utilizza prodotti biocidi e non produce rifiuti biologici.
  • Può essere utilizzato H24 in ambienti con presenza di persone, animali e alimenti.
  • Non prevede alcun contatto diretto con le lampade da parte dell’utilizzatore.
  • Ha un sistema di ventilazione con 4 velocità, più una modalità AUTO per l’efficientamento dei livelli di abbattimento microbico e un programma notturno che consente un maggior relax, entrando in modalità “silenziosa”.
  • Migliora la qualità dell’aria per individui affetti da allergie o con basse difese immunitarie.
  • Ha un ridottissimo costo di esercizio e di manutenzione: cambio filtro ogni 6.000 ore di lavoro effettivo, cambio lampada ogni 9.000 ore di emissione.

Ma non è finita qui: il sanificatore Sanixcare è rivoluzionario anche dal punto di vista estetico. A differenza di tutti i macchinari visti finora, questo è un vero e proprio pezzo d’arredamento, piccolo e compatto (pesa poco più di 10 kg), che facilmente si adatta a tutte le tipologie di ambiente.

Possiamo definirla la sanificazione perfetta!

LE PROPRIETÀ BENEFICHE DEL LIMONE

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Guardiamoci bene intorno e cerchiamo di cogliere ciò che la natura mette a nostra disposizione, senza ricercare le ultime frontiere della chimica/farmaceutica come bibitoni e intregratori vari.Seguiamo la teoria del “rasoio di Occam”: spesso la soluzione migliore è la più semplice!

Molti consigliano l’assunzione del succo contenuto in questo frutto una volta al mattino ed una alla sera, preferibilmente diluito in un bicchiere d’acqua. Rende il corpo alcalino e aiuta nella prevenzione dei tumori.

L’assunzione di un limone appena colto dall’albero apporta al nostro organismo organismo:

– circa 90g di acqua

– potassio

– calcio

– sodio

– ferro

– circa 50g di pura vitamina C

Recenti studi hanno portato alla luce qualità riguardanti la buccia, parte più importante. Grazie alla tangeritina in essa contenuta, si potrebbe tenere sotto controllo il livello di colesterolo.

Il limone favorisce la distruzione dei calcoli alla cistifellea.

Riequilibra il PH del corpo, migliora la digestione e favorisce il riposo.

Svolge un’azione di contrasto con i radicali liberi, ritenuti i colpevoli dell’invecchiamento cellulare del nostro organismo.

ATTIVITÀ FISICA: PERCHÉ SVOLGERLA CON COSTANZA

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Per garantire un’ottimale condizione fisica e quindi di salute, mangiare bene è senz’altro di fondamentale importanza. 

Tuttavia, la sola corretta alimentazione non è sufficiente: per restare sani e in forma è necessario anche tenersi in allenamento e svolgere periodicamente attività fisica.

In questo articolo cercheremo di entrare nel merito della questione, al fine di capire quanto tempo dedicare all’attività motoria, come allenarsi e quali sono i benefici di un allenamento costante.

papà e figlio

QUANTO TEMPO DEDICARE ALL’ATTIVITÀ FISICA

Come già anticipato, l’importante è essere costanti! Definire quindi un piano di allenamento in base ai propri impegni e alle proprie esigenze, ma impegnarsi a seguirlo come si deve.

Un programma ideale prevede tre sedute di allenamento settimanali, della durata di 60 minuti ciascuno. Altra soluzione potrebbe essere quella dei 30 minuti al giorno di attività motoria, per un totale settimanale di 150 minuti (lun-ven).

Se però il tempo a disposizione non lo consente, possono essere sufficienti un paio di allenamenti a settimana della durata di un’ora ciascuno.

Insomma, a seconda dei ritmi che una persona ha, la prima cosa da fare è definire il tempo da dedicare all’attività fisica e creare una programmazione settimanale, segnando le sedute di allenamento sul proprio calendario personale, in modo da averlo proprio come impegno.

COME ALLENARSI

Una volta definito il tempo che possiamo dedicare all’attività fisica, cerchiamo di creare le condizioni ideali per la corretta attuazione del programma. 

Per questo passaggio diventa importante affidarsi a persone di competenza, come i personal trainer, che potranno definire insieme a voi l’allenamento ideale, seguendovi al meglio ed evitando ogni rischio, soprattutto se soffrite di disturbi o dolori particolari.

Non riuscite o non volete andare in palestra? Nessun problema. Sempre più professionisti offrono ai propri clienti metodi alternativi per allenarsi fuori dai centri, predisponendo delle schede di esercizi da svolgere all’aperto, o addirittura attraverso sessioni di training online, che si possono seguire direttamente da casa! 

I BENEFICI

Passiamo ora ai risultati… 

Quali sono i “miracoli” derivanti da un allenamento costante?

Sicuramente i principali benefici riguardano lo stato di salute. Studi dimostrano che le persone più allenate riducono del 50% il rischio di contrarre malattie, anche gravi.

Nello specifico si potrà ottenere:

– MAGGIORE RESISTENZA ALLO SFORZO;

– RAFFORZAMENTO DI TENDINI E LEGAMENTI;

– MIGLIORAMENTO DELL’APPARATO CARDIOVASCOLARE;

– MIGLIORAMENTO DELL’APPARATO RESPIRATORIO;

– AUMENTO DELLE CAPACITÀ PROPRIOCETTIVE;

– MIGLIORAMENTO DELLA MEMORIA A BREVE TERMINE.

ragazza fa riscaldamento

Altro aspetto non meno importante è quello relativo ai benefici a livello psicologico: 

ci si diverte e di conseguenza aumentano autostima e buon umore. 

E poi… non dimentichiamo che una buona attività fisica migliora anche il nostro aspetto, rendendoci più belli e visivamente più sani! 

uomo sale le scale

FUMO: tutto ciò che c’è da sapere

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Tutti conoscono le conseguenze negative derivanti dal vizio del fumo. 

I nostri familiari ce lo fanno notare continuamente, e anche noi ne siamo molto consapevoli. 

Eppure, non riusciamo a rinunciare al solo rituale di prendere la sigaretta, portarla alla bocca e accenderla. Soprattutto in un momento di stress è la miglior soluzione per tranquillizzarci, per creare una certa stabilità emozionale. Sentiamo subito una sensazione di benessere e siamo impegnati nel fare qualcosa, distraendoci dai nostri pensieri.

Purtroppo, questa momentanea sensazione di benessere non è altro che un avvelenamento continuo del nostro organismo che, a lungo andare, risente di questo stupido vizio.

Affrontiamo allora l’argomento in ogni suo ambito, in modo tale da toglierci ogni dubbio e convincerci finalmente che è arrivato il momento di smettere!

NORMATIVE

In Italia il diritto alla salute è sancito dall’articolo 32 della Costituzione. E siccome non c’è nulla di meno salutare del fumo della sigaretta, la legge ha deciso di imporre ai produttori di sigarette di riportare sui pacchetti diciture come “IL FUMO UCCIDE” o “IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE A TE E ALLE PERSONE CHE TI CIRCONDANO”, al fine di sensibilizzare i fumatori e di ricordargli di evitare quantomeno di fumare vicino ad altre persone. 

In alcuni stati queste diciture sono sostituite addirittura da foto choc come una trachea bucata, polmoni neri, denti corrosi, bimbi in pericolo, eccetera eccetera, in quanto convinti che le immagini (comunicazione non verbale) producano un effetto molto più profondo. 

Tra le altre normative ritroviamo poi il divieto di fumare in molti luoghi pubblici (scuole, ristoranti, treni, cinema, ecc.) e il divieto di vendita di sigarette ai ragazzi minori di 16 anni (in altri Stati l’età minima è di 21 anni) e di pubblicità. In riferimento al primo caso, la Corte Costituzionale ha stabilito che in ogni caso “ove si profili una incompatibilità tra il diritto alla tutela della salute, costituzionalmente protetto, e i liberi comportamenti che non hanno una diretta copertura costituzionale, deve ovviamente darsi prevalenza al primo.” (sentenza della Corte Costituzionale n.399).

Quindi, il diritto di respirare aria pulita viene prima del diritto di “assaporarsi” una sigaretta.

Elenco Leggi principali

Regio decreto del 24 Dicembre 1934, n. 2316 – art.25Vieta la vendita di sigarette e tabacco ai minori di 16 anni.
Articolo 41 della Costituzione ItalianaStabilisce limiti al commercio di prodotti che recano danno alla collettività o all’individuo.
Articolo 32 della Costituizione ItalianaSancisce il diritto alla salute.
Legge n.584 dell’ 11 novembre 1975Vieta di fumare in determinati luoghi.
Decreto legislativo n.626 del 19 settembre 1994Il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare (in senso generale e dagli agenti cancerogeni) la salute dei suoi dipendenti.
Circolare del ministero della sanità (28 Marzo 2001, n.4)Interpretazione ed applicazione delle leggi vigenti in materia di divieto di fumo.
Invito alle Istituzioni ad applicare e far appicare le leggi.
Elenco esemplificativo e dettagliato (al Marzo 2001) dei luoghi dove è espressamente vietato fumare

TECNICHE PER SMETTERE DI FUMARE (PIU’ O MENO EFFICACI)

CEROTTO ALLA NICOTINA

Tutti conosciamo i famosissimi cerotti che, una volta applicati sulla cute, liberano lentamente nicotina nel nostro organismo.

E’ infatti la nicotina contenuta nelle sigarette che crea dipendenza dal fumo e che, una volta smesso di fumare, creano veri e propri sintomi di astinenza come:

– irritabilità e perdita di concentrazione;

– depressione;

– mal di testa,

– aumento di peso;

– vertigini;

– ansia e insonnia.

Di solito si inizia la terapia con dei cerotti ad alta concentrazione di nicotina, da utilizzare nelle prime settimane, per poi passare a dosi più “leggere”.

Lo scopo è quindi quello di placare i sintomi da astinenza, facendoci superare il bisogno fisico di fumare.

Tuttavia, questo rimedio non basta da solo: dal punto di vista psicologico è necessaria una grande forza di volontà e di determinazione personale, perchè altrimenti non si riuscirà ad eliminare del tutto il desiderio di una sigaretta.

VANTAGGI DEL CEROTTO

– E’ discreto: può essere applicato sotto i vestiti e quindi essere nascosto alla vista;

– è efficace e semplice da utilizzare;

– prezzo contenuto;

– essendo disponibile in diversi formati, permette una terapia personalizzata per ciascun fumatore.

SVANTAGGI DEL CEROTTO

– Se non viene calcolata bene la dose necessaria è possibile che si presenti la voglia di fumare anche durante la terapia;

– può creare reazioni allergiche;

– non è sufficiente come “unico” rimedio

SIGARETTA ELETTRONICA

Sempre più spesso ci capita di entrare in un bar e di incontrare persone che, a prima vista, sembra proprio che stiano fumando. Ma guardando con più attenzione ci rendiamo conto che si tratta delle cosiddette “sigarette elettroniche”.

Queste altro non sono che apparecchi elettronici composti da quattro parti principali, che consentono l’aspirazione di una soluzione liquida contenente, tra i vari “ingredienti” anche nicotina (in alcune versioni non presente). 

Viene solitamente utilizzata come alternativa alla sigaretta, non come vero e proprio metodo per smettere.

VANTAGGI DELLA SIGARETTA ELETTRONICA

– Se presente, la nicotina è l’unica sostanza tossica contenuta nella sigaretta;

– non produce fumi o sostanze cancerogene;

– consente un notevole risparmio rispetto all’acquisto di classiche sigarette;

– inquinamento ambientale ridotto.

SVANTAGGI DELLA SIGARETTA ELETTRONICA

– Ha un gusto spesso poco gradevole;

– non elimina definitivamente la dipendenza da nicotina;

– non sono ancora disponibili studi a lungo termine sui suoi effetti.

Formula Chimica del Bupropione

BUPROPIONE

E’ un farmaco che non contiene nicotina, ma aiuta a ridurne i sintomi di astinenza. Si tratta di un antidepressivo che nella maggior parte dei casi aiuta in maniera rilevante a smettere di fumare.

Di solito si inizia ad assumerlo un paio di settimane prima di smettere totalmente di fumare.

VANTAGGI DEL BUPROPIONE

– Non contiene nicotina;

– riduce il bisogno di fumare;

– alte probabilità di riuscire a smettere di fumare.

SVANTAGGI DELLA SIGARETTA ELETTRONICA

– Insonnia;

– nausea;

– ansia e/o depressione;

– perdita di peso (a volte grave)

Molti sono gli strumenti che possono aiutarci a smettere di fumare… Tuttavia, è fondamentale una grande determinazione di base.

E siccome non possiamo consigliarvi quale metodo è migliore dell’altro, possiamo senz’altro aiutarvi ad aumentare la vostra forza di volontà! 

Come? Elencandovi tutti i benefici che trarrete una volta eliminato questo pessimo vizio dalla vostra routine!

– Dopo meno di mezz’ora: la pressione torna alla normalità;

– dopo 72 ore: noti un netto miglioramento della respirazione;

– dopo una settimana: percepisci meglio sapori e odori e la nicotina è stata espulsa del tutto dal tuo organismo;

– dopo 3 mesi:  i tuoi polmoni riacquisiscono la capacità di autopulirsi e la circolazione migliora notevolmente;

– dopo un anno:  hai dimezzato il rischio di malattie cardiache e hai risparmiato più o meno 1.500€. COMPLIMENTI, SEI UN NON FUMATORE!               

Ogni sigaretta in meno è un passo in più verso il tuo benessere!