Fa male cucinare con il microonde?

Siamo a casa e non abbiamo assolutamente voglia di preparare il pranzo. Ecco che però che ci viene in mente la cena avanzata di ieri, si potrebbe scaldare e rimediare comunque un pasto caldo e comunque buono quasi quanto quello del giorno prima. Ma non fa male alla nostra salute? Facciamo chiarezza.

Negli ultimi decenni, la cucina a microonde è diventata una caratteristica comune nelle case di tutto il mondo, offrendo una convenienza senza pari nella preparazione dei pasti. Tuttavia, questa tecnologia non è priva di controversie, con alcune preoccupazioni riguardo agli effetti sulla salute che potrebbero derivarne. Ma dove nasce il dubbio cresce la demagogia, l’ignoranza e le bufale! Vediamo di sfatarne alcune tra le più diffuse!

Miti:

  1. Cambiamenti nutrizionali: uno dei miti più diffusi è che la cottura a microonde possa ridurre il valore nutrizionale degli alimenti. Si crede che il calore ad alta velocità possa distruggere le vitamine e i nutrienti essenziali. Tuttavia, le prove scientifiche suggeriscono che la cottura a microonde in realtà preserva i nutrienti meglio di altre tecniche di cottura, poiché riduce il tempo di esposizione al calore.
  2. Cambiamenti chimici: c’è preoccupazione riguardo alla possibilità che la cottura a microonde possa causare cambiamenti chimici negli alimenti, producendo sostanze nocive o cancerogene. Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che la cottura a microonde non crea composti chimici dannosi e che il cibo cotto a microonde è sicuro per il consumo umano.
  3. Cancerogenesi: alcune voci hanno suggerito che l’esposizione alle radiazioni a microonde possa aumentare il rischio di cancro. Tuttavia, gli apparecchi a microonde domestici sono progettati per essere sicuri e non emettono radiazioni che possono danneggiare il DNA o causare il cancro. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che non ci sono prove convincenti che l’uso domestico delle microonde aumenti il rischio di cancro.

Realtà:

  1. Riscaldamento uniforme: la cucina a microonde riscalda gli alimenti in modo uniforme, riducendo il rischio di punti caldi o freddi che potrebbero verificarsi con altre tecniche di cottura. Questo può aiutare a ridurre il rischio di contaminazione da batteri patogeni.
  2. Risparmio di energia: rispetto ad altri metodi di cottura come il forno tradizionale, la cucina a microonde è più efficiente dal punto di vista energetico, utilizzando meno energia e riducendo l’impronta ambientale complessiva della preparazione dei pasti.
  3. Tempo di cottura ridotto: la cottura a microonde è estremamente veloce, riducendo il tempo necessario per preparare i pasti. Questo può essere particolarmente vantaggioso per coloro che hanno un programma frenetico e desiderano pasti veloci e convenienti.

RUBRICA – Le ricette di Atlas – Vellutata di cavolfiore: una ricetta veloce e vegana!

vellutata di cavolfiore

Ingredienti per 2 persone:

  • 1 cavolo rosa.
  • 1 cavolo bianco.
  • 1 carota.
  • ½ cipolla.
  • 1 costa di sedano
  • Olio EVO q.b.
  • Pepe q.b.
  • Paprika un cucchiaino (meglio se affumicata).
  • Peperoncino a piacere.
  • ½ limone.
  • Un cucchiaino di doppio concentrato di pomodoro.

Per decorare:

  • mix di semi, consiglio: mandorle, noci e semi di sesamo neri, pistacchi

Procedimento:

Cominciamo con una pentola a bordi alti sul fuoco a fiamma medio-alta e tostiamo, a secco, il pepe macinato per mezzo minuto circa.

Una volta tostato il pepe, abbassiamo il fuoco portandolo ad una potenza medio-bassa e aggiungiamo l’olio, il peperoncino ed i cubetti di cipolla, carota e sedano.

Mentre l’olio si insaporisce, prepariamo i cavoli alla cottura: Una volta lavati cominciamo a separare le cimette dai gambi che andiamo a tagliare a cubotti di circa mezzo centimetro (per cuocerli meglio); le cimette le teniamo intere e ne selezioniamo due o tre tra le più belle che terremo da parte per la decorazione.

Nel tempo in cui abbiamo tagliato il cavolo il soffritto dovrebbe essersi cotto a dovere, aggiungiamo quindi il concentrato di pomodoro ed il sale e, dopo aver mescolato bene, il cavolfiore per farlo rosolare qualche minuto a fiamma alta.

Una volta ben rosolato andiamo ad aggiungere acqua (possibilmente calda) a coprire il cavolo e lasciamo cuocere per circa una ventina di minuti.

Durante la cottura del cavolo prepariamo le cimette di decorazione semplicemente tagliandole a metà e facendole rosolare a fiamma vivace e con un filo di olio in padella.

Una volta ultimata la cottura, andiamo a frullare a fuoco spento direttamente nella pentola fino ad ottenere un composto vellutato, andiamo ora ad aggiungere paprika e succo di limone e mischiamo bene: Noterete che la vellutata cambierà colore perché il pH acido del limone (≃ 2.2) va a reagire con le antocianine del cavolo rendendolo di un rosa più brillante. Al contrario, addizionando una sostanza basica, come potrebbe essere un cucchiaio di bicarbonato di sodio, otterremmo un composto tendente al bluastro.

Procediamo ad impiattare una buona porzione di vellutata con un giro di olio ed il mix di semi tritati.

Buon appetito!

L’acqua di rubinetto: una fonte inaspettata di benessere

acqua del rubinetto

Quando si parla di acqua potabile, l’acqua di rubinetto spesso riceve uno sguardo scettico. Fraintesa e spesso vittima di pregiudizi, questa fonte di idratazione è molto più di quanto possa sembrare a prima vista. In realtà, questa può essere una fonte preziosa di benessere, apportando non solo vantaggi per la salute ma anche risparmio economico e sostenibilità ambientale. È il momento di svelare i segreti nascosti dietro il flusso domestico quotidiano.

Rompiamo gli stereotipi

1. Salute e vitalità

Contrariamente alla convinzione comune, l’acqua di rubinetto può essere altamente salubre. Molte autorità sanitarie confermano che in molte regioni il controllo sulla qualità dell’acqua del rubinetto è rigoroso. Filtrata e trattata, può essere addirittura più sicura di alcune acque in bottiglia. Gli alti standard igienici adottati dalle autorità locali garantiscono che l’acqua di rubinetto non solo è priva di contaminanti dannosi, ma spesso contiene minerali essenziali per la salute.

2. Risparmio economico

Abbracciare l’acqua di rubinetto può essere un toccasana anche per il portafogli. A differenza dell’acqua in bottiglia, che può comportare costi significativi nel tempo, l’acqua di rubinetto è virtualmente gratuita. Investire in una caraffa filtrante può essere un passo aggiuntivo per migliorare il sapore, ma rimane un investimento minimo a lungo termine rispetto alle spese costanti per l’acquisto di bottiglie.

3. Sostenibilità ambientale

Oltre a essere una scelta economica, bere acqua di rubinetto è anche un gesto di sostenibilità ambientale. La produzione di bottiglie di plastica e il loro smaltimento rappresentano una minaccia per l’ambiente. Scegliendo l’acqua di rubinetto, riduci la tua impronta ecologica, contribuendo a limitare la produzione di rifiuti plastici e a preservare le risorse naturali.

I vantaggi per la salute

1. Denti forti grazie al fluoro

In alcune regioni, l’acqua di rubinetto può essere una fonte naturale di fluoro, un minerale noto per rafforzare lo smalto dentale. Bere acqua fluorurata contribuisce alla prevenzione delle carie e quindi un sorriso più sano!

2. Minerali essenziali

L’acqua di rubinetto, a differenza di alcune acque in bottiglia che subiscono processi di purificazione intensivi, può conservare minerali benefici per il corpo umano. Magnesio, calcio e potassio sono solo alcuni degli elementi essenziali che contribuiscono al benessere generale.

3. Un’idratazione costante

L’acqua è alleata nella detossificazione. Scegliere l’acqua di rubinetto può favorire l’idratazione costante, contribuendo al controllo del peso e al mantenimento di una pelle sana.

Il passo verso un futuro sano e sostenibile

L’acqua di rubinetto rappresenta un tesoro nascosto che spesso trascuriamo per pregiudizi che vengono tramandati tra le nostre conoscenze o l’educazione ricevuta dai nostri parenti. Oltre al risparmio economico e alla sostenibilità ambientale, i benefici per la salute sono diversi come avete visto. Rompiamo gli stereotipi e abbracciamo questa fonte di benessere quotidiano, facendo un piccolo ma significativo passo verso un futuro più sano e sostenibile.

Che il flusso continuo del rubinetto diventi una sorgente di salute, risparmio e consapevolezza ambientale per tutti noi!

Dall’interno verso l’esterno: vivere sano con la vitiligine

vitiligine

Prenderci cura di noi stessi non dovrebbe essere considerata solo una questione di estetica, bensì come atto di gratitudine verso la nostra casa principale, il corpo.

Prendersene cura attraverso una skincare per pelle mirata ci aiuta sicuramente a mantenerla in salute e a preservare la sua bellezza naturale.

Tuttavia, non bisogna sottovalutare l’alimentazione, un altro aspetto fondamentale per il benessere della pelle. Ciò che mangiamo non solo influisce sulla nostra forma fisica, ma anche sull’elasticità e sulla luminosità della nostra pelle. Infatti, grazie ad una dieta ricca di nutrienti, antiossidanti e giusta idratazione si riesce a mantenere una pelle sana e raggiante.

Anche la corretta consapevolezza della nostra pelle diventa particolarmente rilevante quando si vivono condizioni in cui, spesso e volentieri, il concetto di diversità viene associato, purtroppo, a “imperfezione” al posto di “unicità”: un esempio su tutti è la vitiligine.

In questo articolo approfondiremo il significato di questa malattia e di come uno stile di vita sano possa essere l’alleato perfetto nella vita di tutti i giorni.

LA VITILIGINE IN PAROLE POVERE
È doveroso specificare che la vitiligine non è assolutamente una malattia pericolosa della pelle e non è contagiosa!

Nello specifico, trattasi di una malattia cutanea autoimmune che si manifesta tramite macchie bianche prive di pigmento in quanto è presente un arresto della funzionalità dei melanociti, ovvero cellule che creano il pigmento della nostra pelle: la melanina. Colpisce in varie parti del corpo arrivando, in alcuni casi, a prendere anche le mucose (occhi, naso, bocca) oppure un’area dei capelli che diventano bianchi.

Alcune ricerche dimostrano che si manifesta a causa di singoli eventi, specialmente con il forte stress emozionale. Questo concetto non è esattamente corretto in quanto diversi studiosi concordano che bisogna essere predisposti dal punto di vista biologico e genetico. Qualora così fosse, lo stress può attivare quei meccanismi che possono interferire con il sistema immunitario e, di conseguenza, attivarlo.

Una particolare curiosità di questa “malattia” è che può essere Unilaterale o Bilaterale. La differenza è che la prima interessa un solo lato del corpo, contrariamente alla bilaterale che interessa entrambi i lati in maniera simmetrica (es. su entrambe le mani sugli stessi punti).

Grazie alle costanti ricerche in merito, esistono numerosissime terapie farmacologiche e chirurgiche al fine di ridurre il contrasto tra l’area colpita e la pelle sana, ma questa non è la sede corretta per consigliarvi qual è la più idonea. Prima di intraprendere qualsiasi percorso di questo genere, è sempre opportuno consultarsi con specialisti del settore.

Occupiamoci, invece, a conoscere le buone abitudini per prenderci cura di noi stessi.

ALIMENTAZIONE E VITILIGINE: IL COLLEGAMENTO CHE NON TI ASPETTI
Una dieta equilibrata di nutrienti è essenziale per la salute della pelle. In particolare, per chi convive con la vitiligine, concentrarsi su alimenti ricchi di antiossidanti e di carotenoidi aiuta dall’interno a difenderci dai raggi solari.  Di seguito un piccolo elenco:

  1. radicchio
  2. pomodoro
  3. melone
  4. pesca
  5. peperone
  6. carota
  7. agrumi
  8. verdure a foglia verde
  9. frutti di bosco
  10. curcuma

    PICCOLE PILLOLE DI BELLEZZA
    • Indipendentemente dalla presenza della vitiligine, la pelle merita di essere curata con amore. Crearsi una propria routine aiuta a migliorarne la salute e aumentare la fiducia in sé stessi. La skincare giornaliera deve essere composta da un’ottima detersione e idratazione della pelle con prodotti specifici perché, ricordiamocelo, ogni pelle è diversa e deve essere trattata in maniera specifica. Per qualsiasi dubbio, è sempre consigliabile parlarne con esperti di bellezza o dermatologi.
    • L’idratazione regolare aiuta a mantenere la pelle elastica riducendone la secchezza, che potrebbe essere più evidente nelle aree colpite.
    • La protezione della pelle non è periodica! Va protetta in ogni periodo dell’anno (non solo in estate). Soprattutto per la vitiligine, ma anche per qualsiasi tipo di pelle, è strettamente consigliato applicare quotidianamente un’alta protezione solare oppure indossare indumenti che contengono filtri solari quali cappelli, occhiali da sole oppure magliette apposite con protezione ultravioletta.
    • L’utilizzo di prodotti di make-up correttivi può diventare una risorsa utile per mascherare le macchie di vitiligine: questi prodotti sono ormai disponibili in diverse tonalità della pelle creando un aspetto più uniforme.

Come ultimo consiglio di bellezza, ma anche il più potente, è accettarsi e amarsi.

Il vero fascino risiede nelle diversità: la bellezza autentica non conosce standard ma è soggettiva e unica per ciascuno. Si può sperimentare qualsiasi pratica di bellezza che aiuta ad aumentare la propria sicurezza e felicità, ma imparare ad accettarsi è un passo significativo verso la fiducia in sé stessi superando qualsiasi ostacolo professionale e personale.

vitiligine

La montagna…in inverno

attività in montagna inverno

La stagione invernale è finalmente arrivata; sì, con fatica, a causa dell’ormai noto fenomeno del surriscaldamento globale che – per quel che ci riguarda – sta comportando in Italia (e in Europa) una graduale scomparsa della neve.

Diversi studi dimostrano, tuttavia, che è ancora possibile il verificarsi di intense e abbondanti nevicate, anche se più raramente e su un’area più ristretta rispetto al passato, essendo, infatti, ormai sostanzialmente assenti in pianura e in bassa collina. Dovremmo, insomma, accontentarci di stagioni invernali più brevi e più concentrate per continuare ad allietare corpo e anima in montagna.

L’Italia, del resto, è ricca di paesaggi montani che, con l’arrivo del- la neve, assumono connotati magici e suggestivi.
Ed è probabilmente proprio l’atmosfera che si respira in tali situazioni che aumenta la voglia di muoversi e rigenera l’umore, in un circolo vizioso di effetti positivi che, nonostante la riduzione della stagione invernale a causa dei fenomeni sopra descritti, ha consentito un aumento del turismo durante questo periodo.
A ciò ha certamente contribuito la fantasia e l’impegno degli “ad- detti ai lavori”, mediante l’introduzione e l’approfondimento di numerose attività accessibili a tutti, ai più grandi e ai più piccoli, a chi pratica normalmente sport e a chi no.
Andare in montagna in inverno non significa, infatti, soltanto sciare, che sia da discesa o da fondo, per quanto appaiano innegabili i benefici che questo sport genera sul corpo.
L’attività sciistica da discesa, ad esempio, rappresenta un ottimo esercizio cardiovascolare, fa bene al cuore, all’apparato respiratorio e alle articolazioni e aiuta a bruciare calorie, rafforzando al contempo il tono muscolare di gambe, glutei, braccia, collo e schiena.
Inoltre, sciare aumenta la capacità di concentrazione e di percezione del proprio corpo e del suo equilibrio.
Sotto un profilo meno “fisico”, poi, la discesa con gli sci, imponendo di affrontare certe pendenze, permette di tirare fuori il coraggio per superare le proprie paure, liberando contestualmente da ogni pensiero la nostra mente che dovrà essere concentrata solo sulla capacità e la voglia di scendere.
Sì, quando si percorre una pista, c’è spazio soltanto per la strada che stiamo facendo, per l’arrivo a valle, con lo sguardo fisso sulla neve, in un momento personale in cui non esistono preoccupazioni.

attività in montagna inverno

Stagione Positiva per i Nati Stanchi Runners

Domenica 17 dicembre 2023, si è svolta a Ribera l’ultima gara del Grand Prix Regionale delle mezze maratone di Sicilia.

Sono state 205 le squadre che hanno gareggiato in questa manifestazione che si snoda lungo 8 percorsi di 21,195 km ciascuno.

I “Nati Stanchi Runners” di Partanna (TP) hanno conquistando l’ottavo posto, risultato particolarmente significativo poiché segna la prima volta, nella propria storia, che l’ASD si posiziona tra le prime dieci squadre, traguardo che sarà premiato a Enna il prossimo 7 gennaio.

Il Grand Prix di Sicilia è più di un semplice torneo podistico: è un viaggio che unisce sport e cultura attraverso i bellissimi paesaggi siciliani, ma soprattutto fatica, intesa, condivisione e sana competizione tra atleti che amano correre e percorrere gli articolati circuiti Regionali.

L’ottavo posto raggiunto dall’A.S.D. di Partanna (TP) è il frutto di mesi di allenamenti intensi, impegno, sacrifici, ma soprattutto di un grande spirito di squadra. Ogni membro del team ha contribuito in modo significativo a questo risultato, dimostrando che l’unione fa davvero la forza, anche in uno sport apparentemente solitario, incarnando perfettamente lo spirito dell’ASD: passione per la corsa, amore per la propria terra e un profondo senso di appartenenza alla comunità.

In totale, 14 atleti dei Nati Stanchi hanno partecipato alle varie tappe del torneo. Il risultato, però, è anche frutto del sostegno di tutti gli associati, inclusi coloro che, per vari motivi, non hanno potuto gareggiare, ma hanno supportato con entusiasmo i loro compagni di squadra durante gli allenamenti.

Il presidente dell’ASD, Benedetto Roberto Ingoglia, affiancato da Rosario Nastasi, Emanuele Catania, Vito Tramonte e Ina Chiofalo ha calorosamente accolto nel direttivo Antonino Piccione. Tutti hanno congiuntamente espresso grande orgoglio per i recenti successi della squadra, elogiando in particolare la notevole prestazione di Francesco Seidita, che si è distinto classificandosi al 9° posto nella categoria “maglia d’oro maschile”.

Per la stagione 2024, oltre al Grand Prix Sicilia, i Nati Stanchi Runners prenderanno parte a diverse gare a livello provinciale, regionale e nazionale, nonché a due importanti manifestazioni internazionali: la Maratona di Parigi, in programma ad aprile e la Maratona di Boston, ad ­­­­ottobre.

La già numerosa famiglia dei Nati Stanchi Runners è sempre aperta ad accogliere nuovi appassionati della corsa. Per le iscrizioni è possibile scrivere a natistanchirun@gmail.com, oppure telefonicamente al 388.9475763.

10 curiosità sul Natale!

Ormai le feste sono alle porte! Perché quindi non iniziare questo articolo come una lettera a Babbo Natale?!

Cari lettori di Atlas Magazine, benvenuti in quello che è l’ultimo articolo dell’anno!

Quello del Natale è un periodo magico, che ferma il tempo e da’ spazio alle tradizioni: famiglie riunite, camini accesi, grandi mangiate e tanti regali, ma anche un periodo pieno di curiosità e noi ve ne vogliamo dire qualcuna che ci ha fatto particolarmente sorridere. Siete pronti a scoprire alcuni dettagli interessanti e forse sorprendenti sulle festività natalizie? Partiamo!

  1. L’albero di Natale, quello vero!
    Sapete che il più grande albero di Natale del mondo è stato eretto a Dortmund, in Germania? Alto quasi quanto un grattacielo, ha reso la città un vero e proprio paese delle meraviglie natalizie.
  2. La corsa dei Babbi Natale
    In alcune città, come quella di Liverpool, si tiene una corsa di Babbo Natale, dove migliaia di persone vestite da Babbo Natale corrono per beneficenza. Un’immagine davvero esilarante!
  3. Un libro per regalo
    In Islanda, c’è una tradizione di regalare libri a Natale e poi passare la serata a leggerli. Un vero paradiso per gli amanti della lettura, no?
  4. Dove lavora Babbo Natale?
    Sembra che il paese più appassionato per il Natale sia la Finlandia, dove Babbo Natale ha addirittura un ufficio postale che riceve milioni di lettere ogni anno!
  5. Quanto tempo si impiega a consegnare i regali in tutto il mondo?
    Secondo le stime, Babbo Natale dovrebbe visitare circa 390.000 case al minuto durante la sua corsa intorno al mondo la notte della vigilia di Natale. Una vera e propria maratona!
  6. Le Calze appese:
    L’usanza di appendere calze sulla camino risale a un antico racconto secondo il quale San Nicola avrebbe lasciato monete in una calza appesa a essiccare. Oggi, le calze vengono riempite di dolciumi e piccoli regali.
  7. L’Albero galleggiante:
    A Rio de Janeiro, Brasile, la tradizione dell’albero di Natale è un po’ insolita. Un gigantesco albero galleggiante viene ancorato nella baia, creando uno spettacolo luminoso e affascinante.
  8. Il mercato di Natale più antico:
    Il mercato di Natale di Norimberga, in Germania, è uno dei più antichi del mondo e risale al 1628. Qui potete trovare presepi artigianali, dolci tradizionali e una miriade di decorazioni natalizie.
  9. Il KFC giapponese:
    In Giappone, mangiare KFC a Natale è diventato un’usanza comune. Tutto è iniziato con una campagna pubblicitaria degli anni ’70, e ora molte famiglie giapponesi ordinano il famoso pollo fritto come pasto natalizio.
  10. Il pianeta Natale:
    L’asteroide 55.550 è stato battezzato “Natale” in onore della stagione festiva. Una vera dimostrazione di come il Natale possa ispirare persino il battezzamento di corpi celesti!

Dopo questa scorpacciata di curiosita’, cari lettori, a noi non rimane che augurarvi un Natale pieno di festa e leggerezza e un 2024 pieno di soddisfazioni!

Buon Natale e buone feste! Ho ho ho🎄✨

Black Friday: l’illusione dell’occasione

Siamoi appena arrivati a dicembre e il periodo degli sconti più noto (il Black Friday) è appena trascorso, ma vale la pena soffermarci un attimo visto che comunque il momento per fare acquisti è tutt’altro che passato con l’arrivo del Natale. Serve riflettere su quella che è la natura di questa tradizione, specie per gli aspetti negativi che influenzano la nostra percezione mentale degli acquisti e l’impatto sull’ambiente.

  1. Folle frenesia:
    Il Black Friday ha la tendenza a scatenare un’isteria collettiva, con persone che si affrettano nei negozi come se stessero sfidando la velocità del suono. Questa corsa verso gli sconti può creare situazioni stressanti e, talvolta, persino pericolose. E ci chiediamo: ne vale davvero la pena?
  2. Consumismo eccessivo:
    Il fascino di ottenere prodotti a prezzi scontati può spingerci ad acquisti impulsivi. Questa frenesia consumistica può portare a possedere cose di cui non abbiamo realmente bisogno, alimentando un ciclo di acquisto e spreco che va contro la sostenibilità.
  3. Pressione psicologica:
    Le pubblicità martellanti e i countdown spaventosi possono creare un senso di urgenza artificiale, inducendo le persone a prendere decisioni di acquisto sotto pressione. Questo può portare a rimpianti successivi quando ci rendiamo conto di aver speso denaro per cose che forse non ci servivano veramente.
  4. Lavoratori sottopagati:
    Dietro le quinte del Black Friday ci sono spesso lavoratori del settore retail costretti a lavorare lunghe ore, spesso senza ricevere compensazioni adeguate. Questo solleva interrogativi etici sulle pratiche di impiego durante questa frenesia di shopping.
  5. L’impatto ambientale:
    Con l’aumento degli acquisti, cresce anche la produzione eccessiva di beni di consumo, contribuendo all’inquinamento ambientale. L’impatto ecologico del Black Friday può essere significativo, specialmente quando i prodotti acquistati in eccesso finiscono poi nei rifiuti.

Siamo sempre alla ricerca degli affari, la società in cui viviamo ci ha educati così e non è per forza un male per questo (se quell’acquisto ci migliora la vita soprattutto), ma è cruciale essere consapevoli degli aspetti negativi del Black Friday. Scegliere consapevolmente cosa comprare, evitare acquisti impulsivi e considerare l’impatto delle nostre azioni può contribuire a rendere questa giornata meno problematica. Diamo uno sguardo critico alla nostra partecipazione al Black Friday e riflettiamo su come possiamo rendere il nostro shopping più sostenibile e consapevole.

La Maratona di New York 2023: la gara podistica, celebrazione dell’umanità e dell’unità

Maratona-New-York

Lo scorso 5 novembre si è tenuta la cinquantaduesima Ma- ratona di New York, la gara podistica più importante e famosa al mondo. Una giornata in cui migliaia di individui provenienti da ogni angolo del pianeta si uniscono in un’unica corsa verso il tra- guardo. Questa iconica maratona, nel corso degli anni, ha assunto un significato ben più profondo: rappresenta il potere dell’uma- nità nel superare ogni ostacolo, fisico e mentale, mentre abbrac- cia la diversità culturale e la passione condivisa per lo sport.

Con oltre 50.000 partecipanti pronti ad affrontare la sfida, il cuore di questa competizione batte all’unisono con il respiro di migliaia di atleti, e quest’anno, gli italiani hanno contribuito in modo significativo, con un totale di 2.482 partecipanti. Una presenza incredibile, che fa dell’Italia la seconda nazione più rappresentata, dopo gli USA.

Tra questi atleti italiani, eccellenze come Illiass Aouani, Edgardo Confessa, Markus Ploner, Ivana Iozzia, Federica Meroni e Serena Natolini si sono distinti, dimostrando con la loro grinta e determi- nazione il talento nazionale in campo internazionale.

Ma la vera bellezza di questo evento va oltre la competizione stes- sa. La maratona di New York è un crocevia di storie, un incontro di passioni e unione.

Quest’anno, L’Associazione Sportiva Dilettantistica “Nati Stanchi Runners” di Partanna (TP) ha portato un tocco speciale a que- sta manifestazione. Correndo per le strade di New York, i “Nati Stanchi” indossavano con fierezza le loro nuove maglie tecniche, simbolo dell’unione tra la loro infaticabile energia e il profondo attaccamento alla terra siciliana.

In questa bellissima parentesi, gli atleti si sono uniti con la Comunità Concordia Partanna di New York, rappresentante di tutti i conterranei emigrati nella Grande Mela, dove hanno iniziato una nuova vita.

Questo incontro è stata la perfetta occasione e per suggellare la vicinanza tra le due comunità, ma ha anche espresso gratitudine per il sostegno e l’accoglienza che gli amici ormai newyorkesi hanno sempre offerto a coloro che hanno visitato New York sia per turismo, sia per opportunità commerciali o, come in questo caso, per eventi sportivi.

Per sottolineare questa unione speciale, le maglie degli atleti non solo richiamavano i colori di Partanna e i loghi dei Nati Stanchi Runners e dei loro sponsor Civico27, Caffè Stassi, Growatt Italia ed Energy Italy SpA, ma portavano anche il prestigioso logo della Società Concordia Partanna di New York.

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Il presidente dei Nati Stanchi Runners, Benedetto Roberto Ingoglia e i suoi compagni Giuseppe Stassi e Simone Facchinetti hanno concluso la maratona con il sostegno dei connazionali della Concordia Partanna di New York, rappresentati dal Presidente Cav. Tony Mulè e dal Vice Presidente Joe Nastasi, presenti per un calo- roso tifo al 22° km, condiviso in diretta sulla loro pagina ufficiale su Facebook (link: https://www.facebook.com/joe.nastasi.75/vi- deos/653384160245005?idorvanity=242787646990845&lo- cale=it_IT).

“Grazie agli atleti dei Nati Stanchi Runners, il nome di Partanna e il nostro logo, Concordia Partanna, sono stati portati sotto gli occhi di milioni di persone che hanno seguito questa prestigiosa maratona”, ha affermato il Presidente Tony Mulè, sottolineando l’importanza di questo evento per entrambe le comunità.

Alla fine della gara, come ben si addice a noi italiani, tutti i soci del Club Concordia Partanna hanno voluto festeggiare insieme al presidente dei Nati Stanchi Runners, Benedetto Roberto Ingoglia, e alla moglie Piera Civello, il traguardo raggiunto.
Un grande esempio di come un evento sportivo possa andare oltre la semplice competizione: la prestigiosa maratona di New York è diventata un’occasione unica di riunione, condivisione e festeggiamenti, tra due comunità lontane, ma unite dalle stesse origini.

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L’IA nella medicina: il mezzo per rivoluzionare il trattamento dei pazienti

IA-nella-medicina

L’intelligenza Artificiale (IA) ha da subito fatto scalpore sia in Italia che all’estero, sia per l’enorme quantità di applicazioni sia per i rischi che comporta. Tralasciando questa parte che abbiamo già approfondito negli scorsi numeri di Atlas, andremo a vedere invece quanto bene riesce a fare in ambiti essenziali e che porterà inevitabilmente a miglioramenti mai visti e fino a qualche anno fa impensabili, ad esempio nella Medicina.

Proprio questo faremo infatti, andremo ad analizzare le principali rivoluzioni che l’IA sta portando in questo settore tanto importante quanto potenzialmente incredibile per la vita di ognuno di noi.

Diagnosticare con precisione

Partiamo ovviamente dal primo step in una qualsiasi procedura medicale, la diagnosi, brutalmente quindi, capire cosa succede nel nostro corpo e definirne il problema scatenante.

Una delle aree, infatti, in cui l’IA ha dimostrato un impatto significativo è la diagnosi medica. Gli algoritmi di apprendimento automatico possono analizzare grandi quantità di dati clinici, tra cui immagini diagnostiche come radiografie, risonanze magnetiche e scansioni TC. Ad esempio, il riconoscimento delle immagini basato sull’IA è ampiamente utilizzato nella diagnosi precoce del cancro, consentendo una rilevazione più rapida e accurata.

I computer sono in grado di individuare pattern e anomalie difficili da individuare all’occhio nudo, consentendo ai medici di prendere decisioni più informate. Questa capacità diagnostica avanzata può portare a diagnosi precoci, aumentando notevolmente le possibilità di sopravvivenza dei pazienti.

Personalizzazione dei trattamenti

L’IA sta anche rivoluzionando il modo in cui i trattamenti vengono personalizzati per i pazienti. Utilizzando l’analisi dei dati genetici, i medici possono predire come un paziente risponderà a determinati farmaci o terapie, consentendo un trattamento più mirato. Questo tipo di medicina personalizzata può ridurre gli effetti collaterali e migliorare l’efficacia dei trattamenti.

Inoltre, i sistemi di AI possono aiutare a monitorare costantemente i dati dei pazienti, consentendo una gestione più proattiva delle condizioni croniche. Ad esempio, i pazienti con diabete possono beneficiare di dispositivi che monitorano costantemente i livelli di glucosio e forniscono feedback in tempo reale per ottimizzare la gestione della loro malattia.

Automazione dei compiti ripetitivi

Non solo medicina applicata nel trattamento dei pazienti ma anche gestione.

L’IA può anche liberare il tempo dei professionisti medici, consentendo loro di concentrarsi su compiti più complessi e decisionali. Compiti amministrativi, come la gestione delle cartelle cliniche e la programmazione delle visite, possono essere automatizzati, riducendo il carico di lavoro degli operatori sanitari e migliorando l’efficienza.

Cosa potrebbe andare storto?

Nonostante il grande potenziale, l’applicazione dell’IA nella medicina non è priva di sfide. La privacy dei dati, l’accuratezza degli algoritmi e la responsabilità medica sono tutte questioni importanti che richiedono attenzione. Inoltre, è fondamentale che l’IA sia utilizzata come uno strumento per supportare i medici, non sostituirli. La presenza e il giudizio clinico rimangono fondamentali per molte decisioni mediche ma soprattutto UMANE.

L’intelligenza artificiale sta trasformando la medicina, abbiamo visto che migliora la diagnosi, personalizza i trattamenti e automatizza i compiti amministrativi, ma non si fermerà a questo. Questa rivoluzione offre nuove opportunità per migliorare la salute umana, però richiede anche una gestione oculata e la considerazione delle implicazioni etiche. Con l’adozione responsabile dell’IA, possiamo aspettarci che la medicina continui a progredire in modi entusiasmanti e benefico per tutti.